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 Gli alloggi indipendenti 

I tempi di permanenza in comunità terapeutica non sono rigidamente stabiliti, ma variano da caso a caso, in rapporto alle effettive necessità dei pazienti, oscillano tuttavia intorno a una media di 36 mesi.

Comunità psichiatriche

La comunità non è concepita come luogo di residenza permanente, ma come soluzione temporanea, momento importante del percorso terapeutico, che non può protrarsi per troppo tempo. Quando l’équipe curante giudica gli ospiti pronti, scatta un passaggio successivo dell’intervento: i pazienti vengono trasferiti in appartamenti autonomi per due o più persone, dove continuano le attività giornaliere, secondo le modalità descritte, e vengono aiutati ad organizzare la vita domestica.

Il trasferimento avviene gradualmente, rispettando i tempi del paziente che, per prima cosa, viene coinvolto nella scelta e nell’arredamento dell’abitazione. Si tratta di aiutarlo a personalizzare il nuovo spazio al fine di appropriarsene. In seguito vengono trasferiti alcuni effetti personali, ci si passa qualche ora con gli amici, poi qualche notte, poi si trascorre il week-end.

Dopo un periodo di part-time, che può durare anche a lungo, il paziente prende pienamente possesso del suo domicilio, pur continuando a mantenere rapporti assidui con la comunità di provenienza, con il gruppo e gli altri compagni che hanno seguito il suo stesso percorso, all’interno di una rete protettiva che realizza i presupposti per la riuscita del passaggio dalla comunità all’alloggio indipendente.

Si viene così a creare una rete di strutture che funziona da contenitore del disagio e favorisce le relazioni interpersonali, permettendo nel contempo ai pazienti di vivere una relativa autonomia. Oltre ai colloqui individuali con i terapeuti, il controllo dei farmaci e la partecipazione alle riunioni di gruppo con lo psicologo, si organizzano incontri di autoaiuto, finalizzati al confronto delle esperienze e al sostegno tra pari. Viene seguita costantemente anche la famiglia.

Attualmente gli appartamenti in “rete” sono 11. Il grado di autonomia dei loro inquilini è diverso: alcuni hanno una vita sociale abbastanza intensa, qualcuno ha ripreso gli studi, altri sono meno attivi e necessitano di maggior sostegno. Tutti però sviluppano un profondo senso di appartenenza al gruppo e di solidarietà, che li porta a offrire e a ricevere aiuto